
Quando camminiamo per le strade porticate del centro storico, abbiamo la sensazione che Vilafranca del Penedès sia sempre stata lì. In realtà, la città è il risultato di un lungo viaggio che inizia — come tanti altri paesi del Penedesco — accanto alla romana Via Augusta. Le prime indicazioni parlano di una torre chiamata Dela che sorvegliava questo antico asse stradale; attorno ad essa, all'inizio del XII secolo, la popolazione iniziò a radunarsi lì. Siamo ai tempi di Ramon Berenguer, e il conte di Barcellona concesse generose royalty — esenzioni fiscali e libertà commerciali — che daranno il nome alla nuova «Vila Franca». Il luogo, ben posizionato nella depressione del Penedès e già lontano dalla minaccia saracena, cresce rapidamente fino a diventare un nodo commerciale della regione.
Periodo medievale. La vitalità economica dei secoli XIII e XIV è immortalata nella pietra: la Basilica di Santa Maria, la prima chiesa parrocchiale gotica della Catalogna, inizia su una cappella romanica dopo la metà del XIII secolo ed è consacrata nel 1484. Nella stessa piazza di Jaume I si trova il Palazzo Reale (s. XIII), oggi sede del VINSEUM, e poco più avanti il Palau Baltà, un palazzo signorile gotico del XIV costruito da Francesc Babau e ampliato nel 1522. Nel 1349 i francescani fondarono il convento di San Francisco, con un chiostro che divenne un pantheon della nobiltà locale. Allo stesso tempo, la città apre un mercato settimanale, documentato già nel XIII secolo e ancora vivo, e consolida la Fiera del bestiame che, da più di 350 anni, continua ad essere la popolare Fiera di Gallo di dicembre.
Era moderna. Il XVI secolo vide il Palazzo Baltà unificare le facciate; nel XVII secolo, nonostante la Guerra dei Razziatori e altri conflitti, la vita festiva non diminuì: da quel momento risale al Drago di Vilafranca, una figura di fuoco documentata all'inizio del XVII secolo e considerata una delle più antiche d'Europa. Durante la Guerra di Successione (1702-1714) il Penedès fu teatro di battaglie; ancora oggi diversi percorsi ricordano le battaglie del 1714 nelle terre vicine. Poi, la ripresa economica va di pari passo con il vino e il commercio.
XIX secolo. Il romanticismo ha lasciato il segno con la costruzione del Cimitero Municipale, concepito a partire dal 1839 e abbellito da architetti come Santiago Güell, August Font e Antoni Pons. Nel 1835, in seguito all'espropriazione di Mendizábal, il convento di San Francisco fu trasformato in ospedale. Il grande shock arrivò con la fillossera (1879-1895), ma la capacità di reinvenzione dei Vilafranquins trasformò la crisi in un'opportunità: una volta ripiantati i vigneti, i nuovi benefici promossero l'architettura modernista che decora facciate come la Casa de la Vila, la Farmacia Guasch o la Casa Miró. Nel 1865 la linea ferroviaria Tarragona—Martorell—Barcellona raggiunse Vilafranca e aprì la città al mondo, accelerando l'esportazione di vino e spumante.
XX secolo. Il secolo iniziò con le riforme della facciata di Santa Maria e l'apertura, nel 1910, di nuove sculture e doccioni modernisti. La guerra civile (1936-1939) sconvolse la regione: l'aviazione repubblicana vi collocò gli aeroporti, protagonista di quello che la storiografia chiama il «Vesper de la Gloriosa». Nel 1945, presso il Palazzo Reale, aprì le sue porte il Museo del Vino (ora VINSEUM) e nel 1946 il Consiglio Provinciale inaugurò la Biblioteca popolare Torras i Bages a Cal Gomà. Alla fine degli anni settanta, il Museo e la Cassa di Risparmio del Penedès recuperarono il piano terra di Palau Baltà come auditorium «Fòrum Baltà». Nel frattempo, la passione per i castelli colloca i Castellers de Vilafranca ai vertici del mondo dei castelli.
Attualità. Con circa 40.000 abitanti, Vilafranca è la capitale dell'Alt Penedès e il cuore di una regione che vive di vigneti, spumante e di un crescente turismo enogastronomico. Il suo patrimonio gotico e modernista convive con festival come Vijazz, eventi di pensiero come VilaPensa o fiere secolari come le Fires de Mayo. La Festa Major de Sant Félix, alla fine di agosto, continua a essere dichiarata di interesse nazionale e riunisce castellanti da tutto il mondo. Parte del marchio «Città con carattere» dell'Agenzia Catalana del Turismo, la città vanta un passato millenario ma guarda al futuro con progetti museali rinnovati — il nuovo VINSEUM, la Casa de la Festa Major — e con percorsi che spiegano al visitatore sia la tradizione del vino che gli episodi della Guerra Civile.
La storia di Vilafranca è quindi la storia di una comunità resiliente: da piccolo insediamento ai piedi della Via Augusta a città orgogliosa del suo vino, dei suoi castelli e di un patrimonio che, secolo dopo secolo, ha saputo reinventarsi senza perdere l'essenza mediterranea che la definisce.