
Sant Sadurní d'Anoia è, in tutta onestà, la capitale del Cava. Quando il visitatore arriva in città, è circondato da un mare di vigneti perfettamente allineati e, quasi immediatamente, compaiono i camini e le facciate moderniste di nomi che hanno fatto il giro del mondo: Codorníu, Freixenet, Gramona, Recaredo o Juvé & Camps, tra quaranta viticoltori. La cultura dello spumante, iniziata nel 1872 e consolidata dopo la lotta collettiva contro la fillossera (1887), ha segnato per sempre il carattere imprenditoriale, festoso e aperto dei Sadurnini.
La storia della città ha radici medievali. L'antica parrocchia di Sant Sadurní de Subirats è documentata nel 1080 e, fino al 1493, faceva parte della baronia del castello di Subirats. Nel 1764 ottenne l'indipendenza municipale e adottò l'aggiunta «d'Anoia», in onore del fiume che attraversa il termine. La svolta definitiva arrivò alla fine del XIX secolo, quando, nonostante la crisi del vigneto causata dalla fillossera, gli abitanti del villaggio esplorarono con successo la produzione di cava e fecero di Sant Sadurní un riferimento internazionale nel settore.
Questa spinta economica è stata accompagnata da uno splendore architettonico che ancora oggi ci affascina. Maestri come Josep Puig i Cadafalch (Caves Codorníu), Francesc Folguera (Chiesa parrocchiale e diverse case noucentiste) o Miquel Madorell (Casa del villaggio, vecchie scuole) hanno riempito il centro urbano di edifici modernisti, neocenturisti ed eclettici che possono essere visitati seguendo l'Itinerario del Modernismo locale. Il patrimonio religioso è racchiuso nella chiesa di Sant Sadurní, con un campanile gotico del XVI secolo e portico noucentista; nell'eremo preromanico di Sant Benet d'Espiells (s. X-XI) e nei piccoli oratori sparsi tra case coloniche e vigneti.
La vitalità civica si riflette in un intenso calendario festivo. Dal 6 al 9 settembre, le fiere e i festival celebrano il raccolto e includono la numerosa Festa de la Fil·loxera, dichiarata Patrimonio Festivo Elemento di Interesse Nazionale, dove giganteschi insetti ardenti commemorano la vittoria dei contadini sulla peste. A ottobre arrivano la Cava Week e la «Cavatast», una fiera gastronomica e di degustazione di cava, e il 29 novembre la Festa Major in onore di Sant Sadurní chiude l'anno. L'estate è il periodo della Settimana dei Quartieri e del programma per i giovani «L'Istiu»; lo sport ha la sua grande serata al Sadurninenc Sports Festival.
Oggi, con 12.930 abitanti (IDESCAT, 2025) distribuiti su 19 km², Sant Sadurní conserva un centro urbano compatto e una corona di quartieri e quartieri agricoli. Oltre all'industria del vino, ci sono laboratori, servizi, negozi locali e un turismo del vino che trova nel Cava Center uno spazio interpretativo di prim'ordine. La villa dispone di una biblioteca, una scuola di musica, un'area sportiva cardioprotetta, strutture culturali come l'Ateneo e una vasta rete di enti.
Orgogliose della propria identità, le famiglie Sadurninen mantengono vive usanze come le tronate, i filari o la popolare degustazione di spumanti nel cortile di Can Guineu. Tutto ciò rende Sant Sadurní d'Anoia una destinazione vicina, autentica e irresistibile per chiunque voglia assaporare, letteralmente, la cultura del Penedès.