Nel vecchio numero 4 di Hospital Street, appena sopra la storica farmacia di famiglia, si nasconde un vero tesoro che racconta tre secoli di scienze della salute nel Penedès: il Museo Viader. La collezione è stata inventariata ed è custodita da Ramon Viader Guixà, farmacista, enologo e ultimo rappresentante di una stirpe con documentazione nota dal 1680 e da otto generazioni dedicate alla medicina e alla farmacia. La visita - che deve essere concordata in anticipo - si apre su un secondo piano pieno di cassetti in legno, scaffali vittoriani e vetrine dove sono esposti più di 1.500 pezzi.
Il discorso espositivo inizia con il periodo preindustriale, quando lo speziale produceva manualmente unguenti, pozioni e polveri. Malte di marmo, arum cossis, sete di legno, stampi per compresse o siringhe metalliche mostrano la vita quotidiana del laboratorio classico. Una seconda stanza, bagnata dalla luce che entra dai balconi in ferro battuto, presenta vasetti contenenti i primi reagenti, granuli officinali e un vaporizzatore primitivo, precursore dei moderni inalatori. I moduli centrali combinano vetrine con densimetri, fotocolorimetri, dispositivi Soxhlet, Kipp e cromatografi primitivi, testimoni dell'evoluzione tecnologica tra il XVIII e il XX secolo.
L'edificio, dalla facciata stretta e dai balconi decorati, fu acquistato nel 1827 da Narcís Viader Seguí, che trasferì qui la farmacia originaria in Calle Església. Da quel momento in poi, ogni generazione ha aggiunto strati di storia: Antoni Viader Janer, sindaco in due fasi (1873-74 e 1895-97), promosse un giardino botanico e prodotto vini medicinali; Narcís Viader Escaiola incorporò il primo servizio di analisi cliniche della città; e Narcís Viader Font sviluppò il farmaco cosmetico farmaceutico «Myrapol». Questa eredità è legata alla storia museografica attraverso pannelli biografici, fotografie d'epoca e ricette scritte a mano.
Una delle particolarità del museo è il suo laboratorio di restauro, dotato di microscopio stereoscopico e bagni ad ultrasuoni che consentono di pulire delicati pezzi di uranio o ceramica senza spostarli dall'edificio. Ciò garantisce una conservazione ottimale e offre al visitatore l'opportunità di vedere, attraverso una finestra interna, come i pezzi vengono documentati e restaurati in loco.
La visita termina in una piccola biblioteca-archivio, dove sono conservati trattati medici, prescrizioni e corrispondenza professionale accumulati nell'arco di trecento anni. È impressionante leggere un ricettario del 1732 o il rapporto di laboratorio che confermava il primo caso di tifo analizzato a Sant Sadurní.
Sebbene la proprietà sia privata, la famiglia Viader apre periodicamente le sue porte per scopi scientifici, ricreativi e culturali e collabora con università e scuole del territorio. Non ha protezione legale, ma le sue eccellenti condizioni e la qualità dei pezzi l'hanno resa una tappa imperdibile per gli amanti della storia della farmacia catalana.
All'uscita, il visitatore ha la sensazione di aver viaggiato nel tunnel del tempo, tra i profumi delle erbe essiccate e i ricordi di un mestiere che univa saggezza empirica e vocazione al servizio. Il Viader Museum è senza dubbio una gemma nascosta che merita di essere scoperta con calma e curiosità.