
Alla periferia della città di Espiells, immerso in un mosaico di viti che cambiano colore ogni stagione, si trova l'eremo preromanico di Sant Benet, uno dei gioielli del patrimonio più delicati dell'Alt Penedès. Documentata già nel X secolo, quando i conti di Barcellona spingevano per il ripopolamento del confine del Penedès, è una rara testimonianza dell'architettura rurale preromanica catalana che ci è pervenuta praticamente nella sua interezza.
Il tempio è a navata unica molto compatta, coperta da una volta a botte e sormontata da un'abside quasi trapezoidale, una soluzione caratteristica delle piccole chiese altomedievali. Le pietre, piccole e irregolari, sono state disposte in file senza malta apparente, ottenendo un gioco cromatico che imita il terreno argilloso dell'ambiente circostante. Una piccola finestra a doppia feritoia illumina l'abside all'alba, emettendo un raggio di luce che, secondo la tradizione orale, segnava l'inizio della giornata agricola.
Nel corso dei secoli, la cappella appartenne alle case coloniche vicine e servì sia da rifugio spirituale che da spazio comunitario: le prime uve venivano benedette, si pregava per i venti favorevoli e, secondo le cronache locali, i contadini vi si rifugiarono durante la Guerra di Successione. Nonostante queste vicissitudini, l'edificio non ha subito grandi trasformazioni: solo la sostituzione, nel XIX secolo, della partizione che separava la navata e l'abside con un arco trionfale a sesto acuto e la collocazione di un piccolo campanile a vanga.
L'ultimo restauro, promosso dal Consiglio Comunale con il sostegno della Diputació de Barcelona, è avvenuto nel 2006: il tetto è stato consolidato, le pareti sono state stuccate con malta di calce ed è stata installata una semplice illuminazione interna per consentire visite guidate senza attaccare l'atmosfera intima del luogo. Oggi l'eremo è aperto puntualmente per le celebrazioni popolari — l'11 luglio, festa di San Benedetto — e per concerti di piccolo formato che utilizzano la sua acustica nuda e perfetta.
I suoi pregi non mancano: oltre a un indiscutibile valore architettonico, la sua posizione offre una prospettiva privilegiata su tutta la pianura del Penedès, con Montserrat che punta all'orizzonte; non sorprende che al tramonto, quando il sole brucia le viti, il piccolo eremo sembri sospeso fuori dal tempo.