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Castello o Forta de Vilarnau

Sant Sadurní d'Anoia

Resti di una fortezza documentata nel 1196: un rettangolo di 15 × 3 m con mura a blocchi irregolari e vestigia di opus spicatum, protetto come BCIN. Collegato a diverse nicchie, ospitava una cappella e una coppa stradale. Rudere oggi accessibile che illustra il periodo feudale e la prima vetrificazione del territorio vitivinicolo.
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In un discreto pendio, tra il fiume Anoia e i vigneti nei pressi delle cantine di Codorníu, i resti di Vilarnau conservano la memoria di un possibile castello o fortezza medievale menzionato già nel 1196. Oggi rimangono solo alcune facce, ma il BCIN 1542-MH protegge queste pietre che, per gli studiosi, sono un punto chiave per comprendere la rete difensiva del Penedès.
Il recinto visibile descrive un rettangolo di 15 × 3,1 m, con pareti spesse circa 60 cm, impalcature con blocchi irregolari legati con argilla e, in alcuni punti, ricoperti da una sottile pellicola di malta di calce. Due chiuse parallele, che raggiungono ancora i due metri di altezza, ci permettono di immaginare l'altezza originaria, magari coronate da merlette o coperte su un pendio. Nel 1968 furono documentati frammenti di opus spicatum, oggi estinto, a testimonianza di una fase costruttiva altomedievale.
A circa 15 m a nord-ovest ci sono i segni di una coppa sotterranea, con resti di tegole giallastre, a conferma che l'attività vinicola, onnipresente nel paese, era già associata alla fortezza. Nonostante il degrado e la mancanza di strutture sopraelevate, il sito rimane leggibile sul terreno, circondato da bardisza e visitato con cautela grazie a un piccolo sentiero locale. Il POUM del 2010 lo elenca come bene di interesse culturale e ne impedisce qualsiasi alterazione senza il controllo archeologico.
Le fonti documentano diverse stirpi: i Guanec nel XV secolo, i Masdovelles nel XVII. Si ha notizia della costruzione di una cappella dedicata a San Antonio nel 1386, oggi ancora da collocare fisicamente. Con il passare del tempo la funzione militare venne meno e l'edificio cadde in disuso, fino al progressivo crollo che conosciamo. Per gli escursionisti, tuttavia, il toponimo Vilarnau continua a risuonare sulle mappe e sulle etichette di alcune delle grotte più prestigiose, ricordando che, prima delle bolle, un vecchio muro proteggeva il meandro.
Sensilla e dimenticata, la rovina di Vilarnau sottolinea l'importanza di integrare la protezione archeologica con la diffusione del patrimonio. I resti, accessibili e senza un uso definito, offrono uno spazio didattico ideale per comprendere la storia feudale del comune e la sua trasformazione agricola. Visitarli significa entrare in un passato di torri, cappelle e vigneti che, letteralmente, è alla base dell'odierna Sant Sadurní.


info
Visitabile: sì
Accessibile: sì
Maggiori informazioni: Link 1

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