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Casa Bagues

Sant Sadurní d'Anoia

Eretta nel 1925 da Josep Ros i Ros, Casa Bagués fonde modernismo e Noucentisme: un portale con pilastri simulati, una spettacolare tribuna con colonne doriche, balconi semicircolari e un tempio ovale con una cupola in ceramica sul tetto. Complesso residenziale privato, protetto come bene di interesse urbano.
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Nella parte superiore di via Sant Antoni, Casa Bagués, nota anche come Casa Silvestre o Casa Pere Raventós, sorprende per l'eleganza classica con cui Josep Ros i Ros, architetto laureato nel 1911, combinò il linguaggio modernista e il più severo noucentista. Risalente al 1925, l'opera è dichiarata priva di complessi sulla facciata: in alto, una modanatura proclama l'anno di completamento mentre un tempietto ovale corona l'edificio e funge da punto di vista privilegiato sulla villa.
L'edificio, tra i soppalchi, ha un seminterrato, un soppalco, due piani e tetto. Il portale principale, con un arco più scarso e pietre simulate, è fiancheggiato da due falsi pilastri che, insieme a mensole decorate, sostengono la tribuna del primo piano, un elemento quasi unico a Sant Sadurní. Questa tribuna, con quattro colonne doriche e balaustra, ricorda i templi rinascimentali e lascia il posto a due balconi laterali.
Al secondo piano, i balconi assumono una forma semicircolare, con balaustra e modanature floreali sotto la lossana. Le aperture presentano decorazioni vegetali di ispirazione classica. La facciata culmina con un fregio, una cornice e una testiera ondulata che lasciano il posto all'esclusivo padiglione ovale: otto colonne luminose sostengono una cupola in ceramica policroma che brilla al sole della Penedesia. Come descritto da Joan Rosselló (1978), l'interno raccoglieva opere in gesso dello scultore Casanovas, persiane in ceramica smaltata, pezzi di ebanisteria e mosaici classici, un repertorio di arti applicate oggi in parte scomparso ma ancora presente in modanature e zoccoli.
Ros i Ros, architetto municipale tra il 1932 e il 1944, progettò un edificio che passa dall'eclettismo alla moderazione noucentista senza rinunciare al gesto teatrale modernista della tribuna e del tempio superiore. Protetta come bene di interesse urbano (POUM 2010, scheda 69) e inventariata con codice IPAC 2851, la proprietà rimane una residenza privata e rimane in buone condizioni grazie alla qualità dei materiali originali e alla manutenzione tempestiva.
Casa Bagués è quindi un magnifico specchio degli anni '20 nella capitale del cava: ostentazione moderata, visite guidate classiche e una certa aria festosa che ricorda le sale di degustazione che poi sono emerse in città. Quando i vicini passano, sentono ancora l'eco di quegli anni di espansione e il dolce aroma della ceramica smaltata del piccolo tempio sul tetto, che illumina le notti estive come un'antica lanterna.


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Visitabile: No
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